Descrizione Progetto

Consulenza Scolastica

Troppo spesso la società impone alle famiglie di concentrarsi principalmente sui profitti scolastici e sui risultati ottenuti.
E’ abbastanza comune che l’intervento del genitore nell’aiutare il proprio figlio, molto spesso, sia di tipo punitivo: ritiro del cellulare, riduzione del tempo davanti alla televisione, alla play station, al tablet, o altre distrazioni utilizzate oggi dai giovani.

Con molta probabilità, il ragazzo, a seguito dell’intervento punitivo reagirà con rabbia o frustrazione.
Nonostante lo scopo ultimo dei genitori sia quello di aiutare il figlio, non sempre questo porterà al miglioramento dell’andamento scolastico.
Si rischia con un atteggiamento di questo tipo di “innalzare” muri di separazione che con il tempo possono diventare insormontabili.
Dietro ad un brutto voto o ad un difficile rapporto con la scuola molto spesso si nascondono diversi fattori.

Uno dei compiti del pedagogista è quello di capire attraverso il dialogo le vere motivazioni che portano un alunno ad essere svogliato e disimpegnato e di conseguenza ad un fallimento scolastico.
Il rapporto di fiducia che si instaura con il pedagogista permette una visione più completa della situazione.
Il consulente pedagogico non si sostituisce al genitore, al contrario, diventa un supporto al suo ruolo.

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